Wednesday, February 4, 2009

Maledictus Too Reactionary for Conservatives?

Germany: Pope Is Asked for Holocaust Clarification
NYTimes, By RACHEL DONADIO, February 4, 2009

In a rare case of a head of state openly criticizing the pope, Chancellor Angela Merkel asked Pope Benedict XVI on Tuesday to make a “very clear” rejection of Holocaust denial. Benedict recently revoked the excommunication of four bishops, including Richard Williamson, who had said there were no Nazi gas chambers. Responding to outrage, the pope, who is German, expressed his “full and indisputable solidarity” with Jews and warned against Holocaust denial. “I do not believe that sufficient clarification has been made,” Mrs. Merkel said. The Vatican spokesman, the Rev. Federico Lombardi, said the pope’s repeated condemnation of Holocaust denial “could not be more clear.”
A version of this article appeared in print on February 4, 2009, on page A8 of the New York
edition.
And just think how obedient Bishop Williamson is being to his Holy Father by denying the Holocaust as Bishop in Maledictus' own church! Others had to go to Rome on their knees, Luther was demanded to recant, Galilleo to deny his astronomical findings, etc., etc. But this man can just go right on with his dirty claims recanting nothing. (And this is not the only or the first malfeisance of Maledictus. He just appointed a fundamentalist bishop in Austria and he has allowed the Latin mass again himself.) Now other bishops are openly questioning his authority.

Auf Grundlage der mir ausdrücklich vom Heiligen Vater Benedikt XVI. übertragenen Vollmacht hebe ich kraft dieses Dekrets für die Bischöfe Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson und Alfonso de Galarreta die Strafe der Exkommunikation latae sententiae auf, die von dieser Kongregation mit Datum vom 1. Juli 1988 erklärt worden war. Ich erkläre das damals erlassene Dekret ab dem heutigen Datum für juristisch wirkungslos.
Rom, am Sitz der Kongregation für die Bischöfe, 21. Januar 2009
Kard. Giovanni Battista RePräfekt der Kongregation für die Bischöfe

My modest proposal: In a final act to end his pontificate, this pope should excommunicate himself !

Just now, fresh reports have appeared online that the Vatican is demanding Williamson to retract his statements before he will be allowed to exercise the office of Bishop. The following is the original Italian statement just released:

A seguito delle reazioni suscitate dal recente Decreto della Congregazione per i Vescovi, con cui si rimette la scomunica ai quattro Presuli della Fraternità San Pio X, e in relazione alle dichiarazioni negazioniste o riduzioniste della Shoah da parte del Vescovo Williamson della medesima Fraternità, si ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti della vicenda.
1. Remissione della scomunica.
Come già pubblicato in precedenza, il Decreto della Congregazione per i Vescovi, datato 21 gennaio 2009, è stato un atto con cui il Santo Padre veniva benignamente incontro a reiterate richieste da parte del Superiore Generale della Fraternità San Pio X.
Sua Santità ha voluto togliere un impedimento che pregiudicava l’apertura di una porta al dialogo. Egli ora si attende che uguale disponibilità venga espressa dai quattro Vescovi in totale adesione alla
dottrina e alla disciplina della Chiesa.
La gravissima pena della scomunica latae sententiae, in cui detti Vescovi erano incorsi il 30 giugno 1988, dichiarata poi formalmente il 1° luglio dello stesso anno, era una conseguenza della loro ordinazione illegittima da parte di Mons. Marcel Lefebvre.
Lo scioglimento dalla scomunica ha liberato i quattro Vescovi da una pena canonica gravissima, ma non ha cambiato la situazione giuridica della Fraternità San Pio X, che, al momento attuale, non gode di alcun riconoscimento canonico nella Chiesa Cattolica. Anche i quattro Vescovi, benché sciolti dalla scomunica, non hanno una funzione canonica nella Chiesa e non esercitano lecitamente un ministero in essa.
2. Tradizione, dottrina e Concilio Vaticano II.
Per un futuro riconoscimento della Fraternità San Pio X è condizione indispensabile il pieno riconoscimento del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e dello stesso Benedetto XVI.
Come è già stato affermato nel Decreto del 21 gennaio 2009, la Santa Sede non mancherà, nei modi giudicati opportuni, di approfondire con gli interessati le questioni ancora aperte, così da poter giungere ad una piena e soddisfacente soluzione dei problemi che hanno dato origine a questa dolorosa frattura.
3. Dichiarazioni sulla Shoah.
Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell’efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre "l’umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell’uomo", aggiungendo che la Shoah resta "per tutti monito contro l’oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti".
Il Vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa dovrà anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica.
Il Santo Padre chiede l’accompagnamento della preghiera di tutti i fedeli, affinché il Signore illumini il cammino della Chiesa. Cresca l’impegno dei Pastori e di tutti i fedeli a sostegno della delicata e gravosa missione del Successore dell’Apostolo Pietro quale "custode dell’unità" nella Chiesa.
Dal Vaticano, 4 febbraio 2009 [00216-01.01] [Testo originale: Italiano] [B0087-XX.01]

  • The section in Italics is, though not by the Pope personally, at least a clear call for retraction of statements by Williamson. Earlier in the text, it is pointed out that the ex-excommunicated bishops have no church office or right to perform liturgical functions, and here, roughly translated concludes:
    Bishop Williamson, for admission to bishoprical functions in the Church, must also absolutely, unequivocally, and publicly distance himself from the positions he has taken regarding the Shoah and which were unknown to the Holy Father when he rescinded his excommunication.
  • Better would have been a statement by Maledictus himself, but we can hope this will produce results and be followed up and enforced should this revisionist not quickly recant!

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